L’area marina di Capo Caccia si caratterizza per le rocce calcaree puntellate di grotte e anfratti ed è raggiungibile percorrendo la strada litoranea che da Alghero passa per Fertilia: si prosegue fino alla baia di Porto Conte e dopo il bivio, a sinistra, si raggiunge il piazzale in cui è consentito il parcheggio.

L’area marina comprende l’insenatura di Porto Conte – denominata da Tolomeo Portus Ninpharum per la limpidezza delle sue acque – e il tratto di mare tra Punta del Giglio e Capo Caccia. Superata la baia di Mugoni, appare una zona costiera ricca di promontori modellati dai fenomeni carsici. Sul versante orientale di Capo Caccia si apre la Grotta Verde, chiusa ai visitatori ma esplorabile con un permesso apposito.

Il nome della grotta si deve allo strato di muschi e licheni che ricopre le rocce dell’ingresso, e la sua fama è legata alle testimonianze della civiltà preistorica in Sardegna: sembra infatti che 7000 anni fa fosse utilizzata per accogliere i defunti e i loro corredi funebri. La zona di Punta del Giglio e Capo Caccia è il paradiso delle grotte sottomarine. C’è la grotta di Nettuno, sotto lo sperone di Capo Caccia – raggiungibile via mare o via terra dalla Escala del Cabirol (dislivello di 110 metri) -, che ospita ambienti suggestivi per la presenza di stalattiti e stalagmiti.

La grotta di Nereo è invece una delle grotte subacquee più famose della Sardegna, con la sua articolata struttura di gallerie e cunicoli. Qui cresce il corallo che si ramifica in rosse colonie osservabili già a 5-6 metri di profondità. A nord, oltrepassata la mole calcarea di Capocaccia, si trova la Punta Cristallo, habitat del falco pellegrino e del grifone, dove lembi di roccia alti oltre 300 metri restano sospesi maestosamente sul mare.
Fonte: www.sardegnaturismo.it